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Polemiche per il playback di Noel

Un'esibizione svogliata a Che tempo che fa e in playback di Noel Gallagher scatena l'ira degli utenti su Twitter. Dopo l'esibizione di Noel Gallagher's High Flying Birds in Ballad of the Migthy, Fabio Fazio inizia con la scia di domande in piedi, con la band ancora in posizione. Noel appare annoiato, svogliato e quando Fazio chiede scherzosamente: "Rispondi con una risposta alle mie domande", l'ex Oasis risponde: "Mi lasci senza risposte". Noel rifiuta ovviamente di parlare di Liam e il colloquio si chiude dopo pochissimi minuti.

Fazio si complimenta per la sua "leggerezza" e Noel: "Leggerezza? Non pensare faccia cose pazzesche, vivo l'attimo. Insomma sono riuscito a farlo perché sono brillante, che vuoi che ti dica". E su Twitter si scatenano i commenti dei telespettatori. "Una bella suonatina di Gallagher in playback a Che Tempo Che Fa e si digerisce meglio" commenta @JustFreshPot. "Noel Gallagher ha sonno e non sa neanke dov'è" twitta @FrankForu.

Questo è quello che riportiamo da Affaritaliani.it 

Cmq da quello che dice Noel nel suo diario

Tales From The Middle Of Nowhere Vol 3: The Good, The Bad And The Bubbly
dice che in questi giorni sta soffrendo di un infezione e che è pronto a prendere degli antibiotici per guarire.. ma sembra che ieri fosse ancora brillo dalla serata Milanese.. 
 
 

Noel distrugge Mourinho ed esalta Mancini e Balotelli

Gallagher infatti non ha mai nascosto di essere un grande tifoso dei Cititzens e, intervistato ai microfoni di Sky, ha così esaltato la figura dell'ex tecnico della sua squadra del cuore, Roberto Mancini: "Pellegrini è un brav'uomo, ha vinto anche un titolo ma è un po' noioso. Anche Mancini è un brav'uomo, ha vinto il titolo ma è decisamente uno che ha gli attributi, si agita, grida, combatte, un po' mi manca. Sarebbe fantastico se si potessero unire Mancini e Pellegrini. E' più probabile che torni Mancini al City piuttosto che gli Oasis si riuniscano".

Se le parole per Mancini sono al miele di ben altro tenore sono quelle nei confronti di Josè Mourinho: "Credo che sia un signore molto complicato, questa è la cosa migliore che posso dire di lui. Mio figlio di sette anni è decisamente più maturo. Vorrei intervistarlo Mourinho per chiedergli perchè è così idiota, quali sono i suoi problemi. Ed ogni volta che parla gli direi di stare zitto".

Non poteva mancare un accenno anche all'ex attaccante del City, Mario Balotelli, un personaggio dentro e fuori dal campo che Noal Gallagher ha paragonato per carattere al fratello Liam: "Balotelli? A lui non frega un ca**o di niente, questo è fantastico, per questo in Inghilterra lo amiamo, è come se fosse un gangster. E' un bravo ragazzo, ma non gliene frega niente. Ho un fratello che è come Balotelli, non gliene frega niente di niente".

 

Chasing Yesterday album Uk

Questa settimana l'album di Noel scende di 3 posizioni portandosi alla #4 degli album più venduti in UK.

 

Chasing Yesterday #3 nel mondo

Il nuovo album di Noel è entrato alla posizione #3 degli album più venduti al mondo, con 143000 copie vendute:

1- B'z – Epic Day – 210.000

2- Soundtrack – Fifty Shades Of Grey – 150.000

3- Noel Gallagher's High Flying Birds – Chasing Yesterday- 143.000

4-Kelly Clarkson – Piece By Piece- 115.000

5- Sam Smith – In The Lonely Hour 104.000

6-Ed Sheeran – X – 102.000

7- Taylor Swift – 1989 – 89.000

8- Louane – Chambre 12 – 61.000

9-Imagine Dragons – Smoke+Mirrors 58.000

10- Flower – Hanadokei – 57.000

11-Drake – If You're Reading This It's Too Late- 54.000

12-Steven Wilson – Hand.Cannot.Erase- 54.000

13- Brandi Carlile – The Firewatcher's Daughter – 45.000

14- Led Zeppelin – Physical Graffiti – 43.000

15- Hozier – Hozier- 43.000

16-Big Sean – Dark Sky Paradise 43.000

17-Kid Rock – First Kiss- 42.000

18- Meghan Trainor – Title- 41.000

19- Maroon 5 – V – 38.000

20- Shinwa – We – 37.000

21- Diana Krall – Wallflower- 36.000

22- Junsu – Flower – 35.000

23-Chris Brown & Tyga – Fan Of A Fan: The Album- 32.000

24-Jovanotti – Lorenzo 2015 CC.- 31.000

25-Soundtrack – Frozen- 30.000

26- Beck – Morning Phase- 30.000 –

27- Sia – 1000 Forms Of Fear- 27.000

28-George Ezra – Wanted On Voyage- 27.000

29- Il Volo – Sanremo Grande Amore – 26.000

30-Scorpions – Return To Forever- 26.000

31-Fall Out Boy – American Beauty / American Psycho- 26.000

32-Lisa – Launcher – 25.000

33-Third Day – Lead Us Back: Songs Of Worship- 24.000

34-Bob Dylan – Shadows In The Night- 24.000

35-AC/DC – Rock Or Bust – 23.000

36-Soundtrack – Guardians Of The Galaxy: Awesome Mix Vol.1- 23.000

37-Jung Yong Hwa – Are Suteki Na Hi- 23.000

38-Purity Ring – Another Eternity- 22.000

39-Christine & The Queens – Chaleur Humai 21.000

40- Wolfgang Petry – Brandneu – 21.000

Liam a Comic Relief 2015

Liam qualche giorno fà è apparso al Comic Relief 2015 della BBC , ecco due screenshot del video della sua veloce apparizione

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Noel Gallagher ce l’ha ancora durissimo (Recensione Rolling Stone)

Ecco la recensione del concerto di Noel a Milano del Rolling Stone Italia:

Nessuno dovrebbe essere costretto a vedere Noel Gallagher dal vivo con solo una birra media in corpo, ma provate voi a spuntarla sugli inglesi, che hanno occupato militarmente tutti i banconi disponibili del Fabrique di Milano. Sì, inglesi, inglesi dappertutto, che tengono posizione con le mani gonfie di scontrini per la birra, che stringono come mazzi di margherite.

In una serata normale alle 21 avrebbe suonato il gruppo spalla, ma Noel Gallagher di qualcuno che scaldi il pubblico non sa che farsene: sale sul palco alle 21, attacca Do the Damage e di colpo senti tutta la voce che ha il Fabrique.

Non dubitate: Noel Gallagher ce l’ha ancora durissimo. E canta bene. Ha un carisma roccioso, potente, che riempie il Fabrique senza che lui debba schiodarsi dalla sua solita imperturbabile postura (piedi piantati a terra, sguardo basso, tanta grinta). Lascia che sia il pubblico a fare il concerto, almeno sulle sing-along (Fade Away degli Oasis, In the Heat of the Moment, Lock All Doors).

Noel tiene la lingua a freno, giusto per le prime canzoni. La serata si fa bluesy con The Death of You and Me, accompagnata da sax, tromba e trombone. Una You Know We Can’t Go Back dedicata alla moglie ed è già ora di sgolarsi su Champagne Supernova.

«Compi gli anni? Quanti anni hai? Ventitré? Oh mio Dio. Che effetto fa?». Ecco il Noel Gallagher che abbiamo imparato ad amare (vi ricordate la sua ultima intervista a Rolling Stone?). «E poi scusa, come ti chiami? Vin-ce-nzo? Come cazzo fate a pronunciarlo?».

Tra il pubblico sventolano una Union Jack, una bandiera di San Giorgio e un’inspiegabile bandiera greca. Una ragazza prova a raccontarci di come lei e i suoi amici siano arrivati in aereo da Manchester, con il loro accento gentile e un imprecisato amore per l’Italia.

Ma bisogna approfittare della distrazione inglese e riconquistare il bar, almeno per quella Don’t Look Back In Anger che arriva puntuale all’inizio dell’ultimo encore. In alto le birre e i telefonini. Si chiude con un’altra canzone degli Oasis, The Masterplan. Tra il pubblico si vedono Omar Pedrini e Marco Mengoni. Where were you while we were getting high?

Liam con il pass di Noel

Liam ha postato nel suo account Twitter una selfie con in mano il pass del tour di Noel e questo ha scatenato di tutto di più.

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La foto risale al 14 Marzo e c'è chi dice che Liam sia andato ad un concerto di Noel.. difficile da capire se effettivamente sia andato ad un suo concerto e che Noel abbia data all'odiato fratello un pass. 

Il pass secondo noi gliel'ha passato Bonehead o il fratello Paul e Liam ci ha giocato sopra...

Noel poi stasera ospite a " Che tempo che fa" non ha voluito commentare la cosa davanti a Fazi oche gli ha chiesto della questione..

 

Video Noel al Fabrique

Noel e l’arte di mandare tutti affanculo

Il Groucho di Soho è uno di quei club fichetti londinesi dove vanno a bere, mangiare e sparare cazzate i musicisti, produttori, attori e artisti. Noel Gallagher ci va spesso e infatti mi invita lì. Arriva puntuale e butta giù subito un cappuccino doppio. Lo guardo e penso che i tempi delle montagne di coca diluite in litri di alcol sono finiti da un pezzo. Glielo chiedo. Lui mette giù la tazza e fa: «Se a 47 anni mi comportassi da ventenne, penseresti che sono un fottuto idiota!» (pronunciando il primo di un’infinita serie di “foking”, ovvero fucking, ma in versione mancuniana). «Non fraintendermi», continua, «quella vita folle mi è piaciuta un casino fino all’ultimo goccio, ma ora che sono sobrio tutto sembra migliore, compresa la mia musica».

Chasing Yesterday è il nuovo album firmato Noel Gallagher’s High Flying Birds, il secondo da solista dopo la fine degli Oasis. E se alcuni brani li avrebbe potuti scrivere per la leggendaria band di Manchester, con altri – come l’apertura Riverman – il sound è addirittura free jazz. «L’idea di usare un assolo di sax mi è venuta pensando ai Pink Floyd. Io amo i Pink Floyd». In The Girl with X-Ray Eyes duetta con una cantante jazz, mentre in Ballad of the Mighty, ospita la chitarra dell’amico Johnny Marr, ex Smiths. «È un gran chitarrista e una persona intensa: quando ti guarda, sembra che ti stia pesando l’anima». 

Con Chasing Yesterday è anche la prima volta che Gallagher impacchetta un disco senza un produttore. «La differenza è che quando un produttore ascolta il demo, mi dice cosa modificare, come regolare i volumi ecc. Ma se sono io ad ascoltarlo, mi metto seduto con gli occhi chiusi e quando finisce penso: è perfetta, sono un fottuto genio!». Sorride, poi torna serio: «Mi fido sempre del mio istinto, la prima reazione è quella che conta. E poi la musica oggi soffre per via dei produttori: chi l’ha detto che Rick Rubin, o chicchessia, debba comandare? Oggi i dischi sono fatti da comitati». - 

Racconta che a una cerimonia per gli Ivor Novello Awards (premio per compositori e songwriters) ha visto nove persone ritirare la statuetta per un brano di Emeli Sandé. «Cazzo: nove! Se uno scrive la musica, l’altro le parole, uno la melodia, cosa fanno gli altri sei? È un nonsense. L’industria musicale è fantastica, ma è anche piena di merda vera, di gente che si lecca il culo a vicenda, costantemente. Sono riuscito a resistere così a lungo in questo mondo solo perché non ho mai preso sul serio nessuno. Nemmeno me stesso. Se la gente ti ferma per strada e ti dice che sei un dio perché gli hai salvato la vita con le tue canzoni, tu ovviamente ringrazi, ma non puoi pensare sia vero. A meno che tu non sia un coglione o Robbie Williams». 

Al solito Noel non ha paura di parlare (male) degli altri. Mi spiega che pochi giorni prima del nostro incontro, è uscito a cena con Chris Martin, leader dei Coldplay: «Uno che prende il suo ruolo e la sua band molto seriamente», dice ripetendo la parola “very” un milione di volte. E quando Martin si è trovato davanti Gallagher in vena di battute dissacratorie, avrebbe dato di matto e cominciato a sbattere i pugni sul tavolo. «Gli ho detto: ma che cazzo sbatti i pugni sul tavolo, sei un fottuto idiota! Ci sono musicisti che se non vendono dischi pensano sia la fine del mondo. Per me conta solo ciò che esce dagli speaker durante il concerto, il rapporto col pubblico, quell’energia magica e indefinibile. Il resto è un gioco, per questo a casa non tengo nessuno dei premi vinti e quando vedo documentari con musicisti circondati da dischi d’oro, tipo Ozzy Osbourne o Lars Ulrich dei Metallica, penso: andate a cagare!». 

Più che violenza verbale, nell’attitudine di Gallagher c’è la libertà di una franchezza smisurata. Lui dice di essere solo «un tizio della working class con la chitarra che ha fatto del suo meglio». Ma è anche vero che la working class britannica ha riconosciuto nella sua band, gli Oasis, un vero e proprio culto e nelle loro canzoni, degli inni nazionali. Ma tornerete mai insieme? «No, finché Liam non cambia atteggiamento. La percezione è che esistano due persone che litigano sempre, ma in realtà io non litigo mai con nessuno: Liam è come un cane rabbioso che abbaia di continuo. Si comporta da ragazzino a 43 anni. Ma cazzo, è ora di crescere». 

Sembra il momento perfetto per confessargli che quando parlai con Liam meno di due anni fa, gli chiesi se avesse mai pensato di scrivere per Noel la propria How Do You Sleep? (per i non beatlesiani: è la canzone al veleno che Lennon dedicò a McCartney). Allora Liam rispose con un sì secco e cominciò pensino a cantarmela. «Davvero? Mah, se è così che impiega il suo tempo, buon per lui. A me piace scrivere di cose positive: anche in un brano triste come Don’t Look Back in Anger c’è speranza. Molto meglio cantare canzoni d’amore che d’odio, non credi?».

Più che altro, credo che con l’età Noel sia diventato il tipico papà due punto zero. Si capisce dai cuoricini che gli si formano sugli occhi quando parla dei figli, soprattutto della 14enne Anais, sua copia carbone. «È supercool e suona il basso: magari un giorno avremo una band insieme, come fa Bryan Ferry col figlio». Chiedo se hanno uno studio di registrazione domestico, ma la domanda apre una piaga matrimoniale di quelle serie. Noel si lancia in una specie di messa in scena, con tanto di voci per replicare al meglio i dialoghi, su come abbia litigato con la moglie a causa del garage della casa nuova: lui voleva diventasse uno spazio creativo, lei una palestra. «E sai alla fine cosa ha detto? Che lo studio non mi serve, perché non mi ha mai visto scrivere una canzone, ti pare?! Volevo portarla in un negozio di dischi per dimostrarle che si sbaglia!». Oggi quel garage è una palestra. «Lei è contenta e io ho una bella moglie in forma».

Rolling stone Italia 

Chasing Yesterday (Recesione Repubblica.it)

L’eterno azzardo.
Nel suo Regno Unito ci mette poco a finire sui giornali. Basta una sparata contro i colleghi, magari più giovani, come gli Arctic Monkeys. Un’uscita sul suo adorato Manchester City. Un velato riferimento al fratello-coltello Liam, che nel frattempo ha sciolto la sua band, i Beady Eye. O gli basta tornare su un tema classico: quanto volete per riunire gli Oasis? Le ha sparate grosse anche parlando di questo suo secondo album solista (che continua a mascherare dietro il nome Noel Gallagher’s High Flying Birds), presentandolo come un azzardo, un’avventura verso nuovi lidi sonori, tra sax e “jazz psichedelico”. Niente paura. Da sempre Noel Gallagher riesce a fare solo Noel Gallagher.

Strafottenza e grandeur.
Che sarà una buona notizia per i fan, ancora tantissimi, che amano quella voce, quella chitarra, quelle canzoni. Meno per chi sperava in un innalzamento dell’asticella. Dove sono l’ambizione, la strafottenza, la grandeur e la voglia di fare la storia che ha generato le cose migliori degli Oasis? Annacquate in molti nuovi brani, mai brutti ma mai clamorosi, come The Dying of the Light. Dov’è quella frenesia, l’urgenza degli amatiWho o anche dei Jam del suo amico Paul Weller? Non nel glam dad rock di The Mexican. Gallagher compirà mezzo secolo tra un paio di anni, ma nessuno avrebbe pensato che ascoltando il blues rock di Riverman e l’andamento di The Girl with X-Ray Eyessarebbero venuti in mente rispettivamente Eric Clapton e gli Eagles. I sax tanto sbandierati ci sono, come anche altri fiati, tutti voluti dal produttore che – e non aiuta – è lo stesso Noel. Un brano, The right stuff, con voce femminile e atmosfera sospesa, cambia un po’ le carte in tavola. Ma si apprezza di più quando Noel fa Noel e azzecca il brano, come in While the song remains the same. Il meglio però sembra esserselo giocato subito con i primi due singoli: In the heat of the moment e Ballad of the mighty I (in cui compare alla chitarra un altro amico: Johnny Marr, ex Smiths). E non aiuta sapere che uno dei brani più convincenti, il rockettone di Lock all the doors, è un vecchio scarto degli Oasis.

Un vecchio mantra.
A questo punto della storia, per come si stanno mettendo le cose, nella speranza che nuove uscite non siano accolte con un coro poco entusiasta di “semplicemente un altro album di Gallagher”, con il fratello a spasso, prima di rovinare il ricordo, per smettere di accontentarci, perché Noel merita molto di più, ecco che torna prepotente un vecchio adagio, un mantra da ripetere ancora e ancora: Oasis, tornate insieme.

@GianniSantor0

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