Oasis: 'Definitely Maybe' (1994 - Big Brother) (Indie-rock.it)

"Gli Oasis erano identità, erano una fede, erano più importanti della squadra del cuore. Questa è stata la loro grandezza, la grandezza di questo loro primo album"

di Cristiano Gruppi

Genere: brit-rock.

Protagonisti: Liam Gallagher (voce, tamburello), Noel Gallagher (chitarre, cori, piano), Paul 'Bonehead' Arthurs (chitarra ritmica, piano), Paul 'Guigsy' McGuigan (basso), Tony McCarroll (batteria).

Segni particolari: formatisi nel 1991 dopo l'ingresso di Noel Gallagher nel gruppetto del fratello (fino ad allora The Rain), gli Oasis vennero messi sotto contratto da Alan McGee nel 1993, e per la celeberrima Creation fecero uscire il loro primo singolo, 'Columbia', solo per giornalisti e addetti ai lavori. La BBC lo passò comunque in radio, ben 19 volte in due settimane, e fece scoccare la scintilla che poi diverrà un incendio e che evitiamo di riassumere perché è la storia che tutti conoscete. Questa ristampa (battezzata Chasing The Sun Edition) contiene altri due CD: uno con le B-sides dei numerosi singoli estratti dall'album, l'altro con varie rarità in studio e dal vivo.

Ingredienti'Definitely Maybe' è un disco che ci sentiamo di definire significativamente diverso da ciò che la band di Manchester fece uscire dopo, soprattutto dal punto di vista del suono: sono le chitarre, distorte e stratificate, a tratti quasi shoegaze, che la fanno da padrone in quasi tutti i brani dell'album (in cui si può udire la sola voce di Liam Gallagher, persino nel pezzo acustico conclusivo). Questo fu dovuto in gran parte dalla scelta di Noel di registrare le canzoni in presa diretta, e alle diverse sovraincisioni occorse in seguito. Grande merito va anche al produttore Owen Morris, che riprese il bandolo della matassa dopo due tentativi di produzione andati (molto) male. Da 'Morning Glory' (1995) in poi, la fama e il successo economico permisero al quintetto di registrare dischi con molti più ausili tecnologici e di strumentazione, che fecero però perdere alla band la peculiarità di un suono molto diretto e 'spontaneo' che, ripetiamo, potete trovare solo qui.

Densità di qualità: come poteva sentirsi un ragazzino di 18 anni cresciuto nella provincia lombarda nella prima metà degli anni '90, a cui facevano piuttosto schifo sia il metal che il punk? Radio Lupo Solitario, d'altra parte, passava solo quello, e comunque fino quasi al confine con la Svizzera il segnale non arrivava, così come quello di Videomusic e MTV Europe. Internet ancora non c'era. Ci sarebbe voluto un viaggio natalizio dai parenti, che le TV musicali sul loro televisore le ricevevano, per uscire da quella situazione di isolamento, ci sarebbe voluto il video di 'Shakermaker', quello in cui Liam Gallagher va in un negozio di dischi ed estrae 'Red Rose Speedway' di Paul McCartney, idolo del ragazzino di cui sopra ma già troppo agée per essere cool tra i compagni del liceo. Un quasi immediato salto alla Casa del Disco con le 20.000 lire della paghetta settimanale, ed ecco la cassetta di 'Definitely Maybe' entrare nel mangianastri. Nelle chitarre distorte di 'Rock 'n' Roll Star'c'era la luce in fondo al tunnel, c'era lo sdoganamento dei propri gusti musicali in ambito contemporaneo, c'era il rock di per sé, senza che per forza dovesse essere accompagnato da "punk-" o "hard-". 'Live Forever', poi, era la melodia più appiccicosa che era capitato di sentire in quella ancor breve vita di appassionato di musica alternativa. Quelle vocali strascicate che solo i Sex Pistols strascicavano così, almeno tra i limitati ascolti del giovane sottoscritto. Erano i Sex Beatles, erano potenza ma anche gusto, erano qualcosa che, il ragazzino ne era già certo, poteva "vivere per sempre". E poi, in quel disco c'erano altri pezzi meravigliosi, dei veri e propri stadium anthem (anche se allora gli Oasis potevano al massimo riempire il Rolling Stone): la sfrontatezza di 'Up In The Sky' e 'Supersonic', l'acidità dabad boys di 'Cigarettes And Alcohol', una canzone da cantare a pieni polmoni come 'Slide Away'; e poi 'Digsy's Dinner', la divertente filastrocca sulle lasagne, e 'Married With Children', quella serenata che il ragazzino 18enne avrebbe voluto cantare al proprio amore adolescenziale.'Defnitely Maybe' è stato tutto questo, al di là degli indubbi meriti artistici di un disco che più di ogni altro contribuì a lanciare universalmente quella scena musicale che prese il nome di brit-pop: era, per i ragazzi delle provincie italiane ma probabilmente anche per quelli di città, la scoperta di un mondo, come un motore e poi un simbolo della presa di coscienza di sé. Gli Oasis erano identità, erano una fede, erano più importanti della squadra del cuore. Questa è stata la loro grandezza, la grandezza di questodebut album. Un'identificazione tale (oseremmo dire 'hooligana') nei propri beniamini, nei vent'anni successivi, non si è più verificata. E la ristampa odierna è la dimostrazione, ora lo si può dire con certezza, che 'Defnitely Maybe' vivrà per sempre. 

P.S.: attenzione anche al secondo CD di B-sides, tutte sul livello delle side-A (particolarmente il l'Away-tris'Fade Away', 'Take Me Away' e 'Half The World Away').

Velocità: 52 minuti per far scorrere tutte e 11 le tracce.

Il testo: "Cos in my mind my dreams are real / Are you concerned about the way I feel / Tonight I'm a rock n roll star", da 'Rock 'n' Roll Star', è una vera e propria premonizione.

La dichiarazione: dice il giornalista John Harris nel suo libro 'Britpop!: Cool Britannia and the Spectacular Demise of English Rock': "Il miracolo era che quella musica, sebbene passata da così tante mani, suonava così dinamica: il pasticcio di chitarre pesanti che Morris aveva ereditato era stato rimodellato in qualcosa di positivo."


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