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La storia del peggior concerto degli Oasis di sempre

A fine settembre del 1994 gli Oasis inagurano la prima tranche americana del tour di "Definitely Maybe", anticipata qualche settimana prima da un concerto al Wetlands Preserve di New York. Liam e Noel sono giovani, strafottenti come solo loro sanno essere e gasati dal successo che il loro debutto sulla lunga distanza stava riscuotendo, soprattutto in patria. Passare da aprire i concerti degli Sweet Jesus al Boardwalk di Manchester a un tour mondiale in nemmeno tre anni avrebbe dato alla testa di chiunque. Figurarsi a quella dei giovani Gallagher.

Così gli Oasis calano nelle ex colonie, sulla west coast, e non ci mettono molto a farsi voler bene dagli americani, ovviamente a modo loro: la nota radio rock di Pasadena KROQ li caccia dai propri studi a causa delle numerose imprecazioni proferite nel corso dell'intervista. Fuori dal Viper Room, il noto locale di West Hollywood dove un anno prima trovò la morte l'attore River Phoenix, i mancuniani in trasferta pensano bene di attaccare briga con gli adetti alla sicurezza, scatenando una rissa durante la quale spunta addirittura un coltello. Bonehead, l'allora chitarrista del gruppo, riesce ad attirare l'attenzione persino del locale dipartimento di polizia, ostinandosi a suonare "Supersonic" a una festa all'aperto fino alle 6 del mattino, a un volume ovviamente esagerato.


La droga, va da sé, ci aveva messo del suo. All'epoca i fratelli terribili del brit rock erano forti consumatori di cocaina, sostanza che - dato anche il loro carattere - sicuramente non li aiutava a tenere un basso profilo: poco prima della data del 29 settembre al leggendario Whisky A Go Go, il locale di West Hollywood che sul proprio palco ospitò il gotha del rock, dai Led Zeppelin ai Doors, passando per Jimi Hendrix, Cream, Black Sabbath e moltissimi altri, Liam e compagni pensano bene di dare una rinfrescata alle narici ma sbagliano sostanza, e invece di cocaina finiscono per inalare anfetamina.

"Non ho idea di chi cazzo l'avesse portata", avrebbe spiegato Liam qualche anno dopo nel documentario "Supersonic", "Era lì e tutti pensavamo fosse cocaina. Ci facemmo delle cazzo di strisce enormi e rimanemmo svegli per giorni". Fatto sta che l'accidentale "scambio" di sostanze, tra gli effetti collaterali, oltre all'insonnia ebbe anche quello del peggior concerto della loro carriera.

Liam sale sul palco da solo e annuncia: "Il cazzo di gruppo non verrà, stasera: ci sarò solo io". E questo era solo l'inizio: a parte l'amplificatore del basso, che pensa bene di esplodere nella primissima parte del set, lungo le tredici canzoni sciorinate in scaletta i Gallagher riescono a concentrare praticamente tutto il repertorio che di lì a qualche anno li avrebbe resi famosi. Liam prima minaccia un crowdsurfer, reo di aver quasi fatto cadere l'asta del suo microfono, poi passa a insultare il pubblico: Noel ci mette del suo, ovviamente, confondendo le parti di chitarra tra brano e brano e cantando le sue parti vocali con un tono decisamente strampalato. Sempre più scostante canzone dopo canzone, Liam nel bel mezzo del set manda affanculo il fratello e lo colpisce in testa con un tamburello: il pubblico chiama la rissa - "E' stato fortunato se in testa non gli ho tirato una cazzo di spia in testa, o direttamente il batterista", dichiarerà a proposito dell'accaduto il frontman, anni dopo - ma il gruppo tiene tutto sommato duro fino alla fine, quando - dopo una disastrosa rilettura della beatlesiana "I Am the Walrus" - Liam Gallagher scende dal palco ed esce direttamente sul marciapiede con un asciugamano al collo.

Noel, dal canto suo, la sera del 29 settembre del 1994 fa la prima prova generale di quello che avrebbe fatto in via definitiva il 28 agosto del 2009 nel backstage del festival francese Rock en Seine: il maggiore dei Gallagher scende dal palco, prende un taxi, sale sul primo aereo e vola a San Francisco da una ragazza, Melissa Lim, che aveva conosciuto negli States solo qualche giorno prima e alla quale tempo dopo avrebbe dedicato il brano "Talk Tonight", uscita nel '95 come lato-b del singolo "Some Might Say".

"Era sconvolto: lo feci entrare in casa, gli preparai qualcosa da mangiare e provai a calmarlo. Voleva sciogliere gli Oasis", avrebbe raccontato la Mil al San Francisco Chronicle parecchi anni dopo: "Lo portati all'Huntington Park per tranquillizzarlo: ascoltammo un po' di musica e finimmo in un negozio di dischi. San Francisco era famosa per essere una città dove i gruppi si sciolgono, come la Band o i Sex Pistols. Non volevo che succedesse sotto i miei occhi, così gli dissi: 'Non puoi lasciare il gruppo, stai facendo qualcosa di grande'". E qualcosa di grande, effettivamente, per altri quindici anni continuò a farla...

Credits: Rockol.it

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