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Recensione Liam Gallagher a Milano (Rockol.it)

 L'ex Oasis fa il suo ingresso alle 21.05 con l'immancabile parka (bianco) e la barba folta, preceduto dal coro dei tifosi del Manchester City (la sua squadra del cuore): "Campeones olé, olé". Acclamato dal pubblico e con l'aria da rockstar che lo contraddistingue indica la scritta "rock'n'roll" alle sue spalle per dare un chiaro segnale del mood della serata. Atteggiamento che si traduce con la canzone di apertura che è come di consueto "Rock'n'roll star" degli Oasis.

La prima parte è dedicata alle canzoni tratte dai due album del periodo solista: dopo "Halo" è il turno delle sonorità incalzanti di "Shockwave", singolo che ha anticipato "Why me? Why not.", e poi da "As you were" ecco "Wall of glass" e "For what it's worth". I problemi alla voce che lo avevano costretto il 5 febbraio ad Amburgo ad interrompere il concerto dopo venti minuti sono lontani: la carica e la grinta di Liam fanno conquistano il palazzetto milanese, composto per la maggior parte dai fan degli Oasis che non aspettano altro che la sequenza di "Morning Glory" e "Stand by me", che infatti arrivano.

Nonostante la temperatura sia notevolmente alta, il cantautore non si scompone: continua ad indossare sempre il parka, con un asciugamano sulle spalle. C'è spazio anche per un fuori programma quando riprende un ragazzo sotto palco che urla troppo mandandolo fuori tempo costringendolo a interrompere e ricominciare da capo "Gas panic!". I bis sono un tuffo nel passato firmato Oasis con un successo dietro l'altro: si va da "Live forever" a "Roll with you", passando per "Supersonic" e "Champagne Supernova", suonata in una versione per piano e voce.

Come per la data romana anche stasera il regalo per il pubblico italiano è "Wonderwall", l'inno che tutti i fan aspettavano di ascoltare (Liam concede al pubblico di cantare pure qualche strofa). La serata finisce con la stessa sfrontatezza da rockstar con cui aveva iniziato suonando, con "Cigarettes & Alcohol", una sorta di racconto di quando i fratelli Gallagher erano solo due adolescenti che pensavano a divertirsi e basta.

Andare ad un concerto di Liam nel 2020 a più di 25 anni dal boom del brit pop è come ritrovare il tuo compagno delle superiori, quello del banco in fondo alla classe mal visto dai professori e sempre in competizione con il fratello maggiore (Noel) in prima fila che prendeva bei voti. Liam è il compagno a cui tutti volevano bene perché era fuori dagli schemi ma che nessuno pensava ce l'avrebbe fatta. Stasera invece usciamo tutti dal Forum con quel sorriso di chi è contento di aver rivisto quel vecchio amico e averlo trovato in gran forma. I programmi del futuro dei fratelli Gallagher nessuno li conosce, anche se i bookmakers inglesi danno le quote basse per una possibile reunion degli Oasis nel 2022 che coinciderebbe con i 50 anni di Liam e i 55 di Noel. "Non penso che dureremo oltre il primo ritornello della cazzo di 'Rock N 'Roll Star': finirei per saltargli al collo prima", ha detto recentemente Liam, facendo sapere che il primo tassello in vista della reunion - ovviamente - dovrebbe essere una riappacificazione con il fratello. Chissà che l'età non porti consiglio con buona pace di mamma Gallagher e dei fan 

Fonte e foto credits: Rockol.it

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